E' sempre Apostolato                           

Il mio modo di evangelizzare è semplice, alla portata di tutti, illuminato dalla Parola e dallo Spirito Santo.

E’un apostolato svolto nel quotidiano, fatto di lavoro e preghiera. Potrebbe sembrare strano che in un povero negozio di acconciatura,

dove le persone vengono per farsi belle, si possa parlare di Gesù. In realtà, ritengo che anche la bellezza sia un dono di Dio, una bellezza decorosa, ovviamente, non vanitosa, vale a dire  è la decenza di vivere nel sociale, accompagnata dalla  preghiera e dai sacramenti.

Al mattino, prima di iniziare il mio lavoro, mi reco a Messa presso la chiesetta di San Giuseppe in Eboli, ascolto la Parola di Dio, la medito e poi riporto sul lavoro quanto ho assimilato, molte persone mi ascoltano e mi seguono con attenzione.

Nel pomeriggio, durante la pausa dal lavoro, recito insieme ad alcune clienti il santo Rosario e la coroncina alla Misericordia

Tutti dobbiamo imparare a guardare al Cielo, a guardare Gesù crocifisso, a scorgere la vita oltre la morte, a fidarci di Gesù  che accoglie tutti con amore e bontà, a fare della propria vita un cammino con Maria e Gesù che ci seguono passo passo.

E’ necessario, però, uscire da se stessi  per essere con gli altri e con Cristo nell’amore e nella verità. Spesso siamo incatenati dal nostro e altrui egoismo che ci priva anche della libertà. Ed è in questo mondo ormai  reso così schiavo che  dobbiamo proclamare che solo Gesù è capace di donarci quella libertà che dà gusto e sapore costanti e duraturi  a tutto quello che facciamo e ci dona il piacere di respirare un’aria nuova, uno spirito nuovo.

Gesù è venuto a  rigenerarci, a darci un vestito nuovo, a coprire la nostra

nudità, a darci la dignità di figli di Dio. E avendo scoperto la bellezza di essere figli di Dio non possiamo fare a meno di annunciare a tutti la buona novella e di comportarci come Gesù si è comportato.

Anche noi dobbiamo entrare nella stalla dove è nato Gesù per portare la luce a tutti.

Quella candela che accendiamo nella veglia di Pasqua dal cero pasquale ci insegna a portare la luce a chi è nel buio.

Questo è lo scopo del mio apostolato: portare la luce a chi è nel buio, ridare la speranza a chi l’ha perduta, anche dove tutto può sembrare distrutto.

Oggi molte famiglie sono in difficoltà, per questo Maria ha suscitato quest’Opera, dove ci sono delle “mamme” che vi accolgono e un “padre” che vi ascolta.

Maria è una madre che desidera  che i suoi figli rinascano nel Suo Figlio Gesù, lei non respinge nessuno, non ama l’aborto. E’una madre che sa penetrare nella mente e nel cuore dei propri figli, per ricercare in tutti il buono che viene da Dio e riportarlo nelle mani

di  Dio Padre.

La domenica ed il lunedì mi reco in comunità, dalla mia famiglia spirituale, per formarmi e per aiutare le mamme e i bambini bisognosi accolti dalla comunità. Con il lavoro, le preghiere e tanto amore costruiamo un edificio spirituale, un edificio fatto di uomini uniti dall’Amore.

  Il 25 aprile la nostra Opera ha organizzato un convegno sul perdono, fonte di sanazione del cuore, a cui ha partecipato, come relatore, anche Monsignor Riboldi. Durante il suo discorso sono stata colpita da queste parole: “Sulla croce c’è la porta aperta per tutti, lì c’è la Misericordia. Dobbiamo abbandonarci alla Misericordia.

Quando una persona sbaglia non trova più nessun amico, ma se rientra in se stessa e torna a Dio, non troverà un dito puntato, ma l’abbraccio di un Padre che si commuove e ammazza il vitello più grasso, gli mette l’abito nuovo della grazia, l’anello al dito, pronto a ripetere ancora: - “Questo mio figlio era perduto ed è ritornato in vita”.

Dio ci ha fatti a Sua immagine, è Padre per sempre, ci vuole un bene eterno.

Quando un bambino nasce ha la mamma e il papà, ma non per sempre, Dio, invece è Padre per l’eternità”

 

                                                         Laura  Mazzeo.