Grazie sorella

Ho conosciuto sorella Maria al negozio di articoli religiosi e le ho detto “Sai che siete voi i responsabili della mia conversione? ” Stupita mi ha guardata con occhi interrogativi, ed io le ho raccontato quella che posso chiamare, con orgoglio, “la mia storia”.

Era il maggio del 2002, mi ero legalmente separata da mio marito da pochi mesi dopo una crisi che durava ormai dal primo anno di matrimonio. Avevo passato quell’ultimo anno in grande angoscia chiedendomi, anche alla luce della fede, se la decisione di separarmi fosse quella giusta.

 

Scoprendo così il potere forte della preghiera, ne avevo attinto la forza necessaria per agire e, impugnando per la prima volta il rosario alla Madonna, più o meno consapevolmente, avevo affidato il mio destino.

La pace che ne seguì nel mio cuore, dopo l’udienza di separazione, fu la conferma che avevo scelto la strada giusta. Tuttavia, molto mi restava da capire circa la direzione da seguire, e continuavo a sentire il vuoto dell’anima, e cercavo, cercavo…

Tornando a quel mese di maggio, avevo sentito parlare di Gesù Misericordioso, di cui nulla sapevo data la mia ignoranza nelle pratiche e devozioni religiose, che consideravo inutili e bigotte.

Cercando, avevo trovato in una chiesa un giornalino dell’ “Opera di Maria Vergine e Madre”, dove erano riportate le “Quindici orazioni di Santa Brigida”, versione antica, che essendo state ispirate da Gesù a Santa Brigida, mi sembravano subito appropriate all’oggetto della mia ricerca, Nostro Signore Gesù.

aver sfogliato il giornalino per qualche giorno, mi decisi ad iniziarle, allettata dalle promesse meravigliose legate a questa pratica: era l’8 maggio. Quelle orazioni, recitate nell’arco di un anno, furono la mia scuola di preghiera, una sorta di esercizio spirituale che mi costringeva ad un tempo di preghiera e di meditazione quotidiana di almeno mezz’ora, trenta minuti che pesavano sempre di meno per divenire finalmente una necessità.

Pian piano, col passare dei mesi, frutti meravigliosi maturavano ben al di là delle mie speranze ed immaginazioni e si materializzavano nel rapporto di confidenza e affidamento che nasceva nei riguardi di Nostro Signore che si è fatto uomo e tutti i dolori conosce, perché tutti i dolori del mondo ha sofferto.

                  

                     Egli mi insegna più facilmente nella sofferenza, perché nella spensieratezza e nell’indolenza io non l’ho cercato, e scopro che la sofferenza ha i suoi vantaggi, se mi avvicina a Lui.

Cosa chiedevo nella preghiera? Innanzitutto, la capacità di vedere il mio vero bene. E di riuscire a guardare la realtà delle cose in maniera serena, cercando di sconfiggere il rancore per quello che era stato o il rimpianto per ciò che non era stato. Ma soprattutto, ho chiesto la conversione del cuore, che è rimasta la richiesta principale che continuo a fare per me e per mio marito.

L’essermi affidata, giorno dopo giorno, alla olontà di Dio sforzandomi di accettarla in quella situazione, mi dava una serenità e una pace che meravigliava le persone a me vicine, stupite nel trovare presso di me non depressione, ma gioia. Per quanto riguarda le “orazioni”, molte amiche le hanno recitate dopo di me, ricevendo io, indegnamente, i ringraziamenti per il bene ricevuto con la diffusione del libello.

Nell’arco dell’anno i rapporti con mio marito, molto difficili ma necessari per la presenza della figlia da entrambi amatissima, sono diventati più sereni e improntati alla cordialità, e alla fine dell’anno ho ricevuto quei segni e quelle prove che mi hanno fatto capire che qualcosa era cambiato. Che cosa? Non si può cambiare il carattere, ma il nostro cuore può cambiare, può liberarsi dalla rabbia, dall’egoismo, dalla paura.

Ed ecco, maggio è tornato, io e mio marito ci siamo “fidanzati”, nell’estate riconciliati.

E ancora siamo stati ricolmati di grazie: due mesi fa è nata la nostra seconda bambina, Miriam, che ha suggellato il nostro matrimonio nella vita nuova e nel rinnovato amore. La nostra riconciliazione ha molto meravigliato familiari, amici e conoscenti, perché dicono che è molto raro che una separazione “finisca” così; purtroppo, più spesso le cose sono destinate a peggiorare! Ma non è strano che le strade del Signore possano molto, moltissimo meravigliare.

 

PINA